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Come uccidere un grafico in 10 mosse 10

giugno 18, 2013

Un’amica mi ha appena girato questo pezzo di rara ilarità, ma di tristissima realtà!

Leggete con calma e meditate, sia che siate grafici, sia che siate clienti di uno studio grafico.

VOLETE FARE IMPAZZIRE I GRAFICI?

1 – Microsoft Office

Quando dovete inviare al vostro grafico un documento, assicuratevi che sia fatto con una qualsiasi delle applicazioni di Microsoft Office. Versione Windows, se possibile.
Se dovete consegnare immagini, avrete più successo nel farli impazzire se, invece di semplicemente inviare un file JPG, incorporate l’immagine dentro ad un documento Microsoft Office, tipo Word o Powerpoint. Meglio ancora se dopo una serie di Copia e Incolla tra diversi documenti Office.
Non dimenticate di abbassare la risoluzione delle vostre immagini a 72 dpi, di modo che vi debbano ricontattare per chiederne una versione in alta risoluzione. Non mancate di obiettare alla loro richiesta di un file più grande, con la frase “Ma a video lo vedo benissimo“.Quando gli manderete la versione “a più alta risoluzione”, assicuratevi che le dimensioni siano almeno al 50% di quelle effettivamente necessarie.

2 – E-mail

Se state usando l’e-mail, per inviare le immagini, scordate di allegarle almeno una volta ogni tanto, attendendo la risposta del grafico, prima di reinviarle.
E se il grafico insiste perchè gli mandiate l’immagine allamassima risoluzione che avete, abbiate cura di prendere l’intera cartella di immagini RAW e, senza comprimerle con programmi perditempo tipo WinZIP o WinRAR, allegatele ad una mail. Al massimo su due, ma allegando sempre la stessa serie di immagini della prima e-mail.

3 – Font

Quando il grafico vi propone un font qualsiasi, come carattere principale, chiedete l’Helvetica. Se il grafico sceglie l’Helvetica, chiedete di usare l’Arial. Se sceglie l’Arial, chiedete il Comic Sans. Se sceglie il Comic Sans, è già a metà strada verso la pazzia, quindi il vostro lavoro è già ben avviato.

4 – Sfruttiamo gli spazi

I grafici tendono a lasciare spazi bianchi, inutilizzati, ovunque. Margini enormi, ampi spazi tra le lettere e tra le parole …
Vi diranno che lo fanno per aumentare la leggibilità, e che così il tutto avrà un look professionale e pulito.
Non credete a queste bugie. La vera ragione per cui lo fanno è per rendere il documento più grande, con più pagine, in modo che vi costi di più al momento di stamparlo. Perchè lo fanno? Perchè vi odiano, è chiaro.
Assicuratevi quindi di richiedere espressamente di metteremargini minimi ed il testo molto piccolo. Suggerisco anche di chiedere l’uso di molti tipi di font diversi. Richiedete espressamente che si usino delle clipart a corredo del testo. Chiedete molte figure (se non sapete come inviargliele, riferitevi al punto #1). Cercheranno di protestare e difenderanno le loro scelte ma non preoccupatevi, alla fine il cliente ha sempre ragione e accontenteranno tutte le vostre richieste.

5 – Logo

Quando dovete inviare un logo al grafico, per un particolare progetto, assicuratevi di mandarne uno molto molto piccolo e possibilmente in GIF o in JPG (per come inviarlo fate riferimento ai punti #1 e #2).

Adesso potreste pensare che sia abbastanza ma se veramente volete minacciare la sua stabilità mentale, fate del vostro meglio per inviare il logo applicato sopra uno sfondo che lo renda difficile da ritagliare. Sfondi bianchi o neri sono da evitare, in quanto rapidi da eliminare in Photoshop.
Appena il grafico avrà finito di lavorare con quel logo in bitmap,ditegli che vi serve più grande.

Il tocco di classe, utilizzato dai campioni in questo sport, è quello di consegnare al grafico un oggetto con già stampato il vostro logo, non il file. E possibilmente un oggetto in cui il logo sia il più piccolo possibile e riprodotto su superfici curve (penne o tazze) oppure con una finitura che renda difficile la semplice scansione (fazzoletti di carta, biglietti da visita su carta goffrata, mousepad, o addirittura da un fax di scarsa qualità che vi sarete inviato appositamente).

Se avete bisogno di un logo creato appositamente per voi, buttate giù uno schizzo su un fazzoletto di carta. O, ancora meglio, fatelo fare al vostro nipote di 9 anni. Fare lo schizzo non deve prendervi più di 5 minuti: non dovete certo fare qualcosa di dettagliato o facile da capire perchè meno il grafico capisce cosa volete, più facilmente potrete chiedergli cambiamenti dopo che ci avrà lavorato su un bel po’.

Non accettate mai il primo logo. Non accettate mai nemmeno il nono logo, se è per questo. Fategli fare quante più modifiche potete: colori, font e clipart. Chiedetegli di inserire una foto nel logo. Bordi in rilevo. Sfumature. Comic Sans. e quando sarà alla decima proposta, ditegli che la vostra preferita è la seconda che vi ha mostrato. Lo so, è dura, ma ricordate che i grafici sono la causa principale del cancro al seno nelle donne di mezza età.

6 – Scelta delle parole

Quando gli descriverete ciò che volete in un progetto,assicuratevi di usare termini che non significhino niente. Termini tipo “rendilo più frizzante” o “potresti farlo più sbrilluccicoso?“. “Vorrei un design più figo” o “Preferirei della bella grafica, una grafica che, sai, quando la guardi dici: Wow! Questa si che è bella!.” sono altre opzioni.
Non sentitevi carogne, siete nel giusto. É un vostro preciso dovere, in quanto nelle notti di luna piena, i grafici, si trasmutano in lupi mannari.
Quando dovete scrivere i testi da inserire nella brochure, nel catalogo o nel sito, iniziate con brio, davanti a lui, e prendetevi tutto il tempo che volete. Starvi a guardare, con le mani in mano, mentre potrebbe intanto lavorare ad altri progetti, è un bel colpo basso. A metà del testo arenatevi, fingete di non sapere come proseguire e dopo vari tentativi, durante i quali doveteignorare assolutamente qualunque suggerimento, anche buono, possa darvi il grafico stesso, concludete con un “Dai, questi testi li puoi completare anche tu, poi magari, li modifichiamo“.

7 – Scelta delle immagini

Durante la fase di scelta delle immagini da usare nel design che il grafico vi sta preparando, siate quanto più generici possibile. Chiedete delle “belle foto, che attirino il cliente” oppure “delle illustrazioni a tema“.
Se il grafico vi propone di acquistare delle foto da siti professionali, oppure di assumere un fotografo professionista per eseguire degli scatti ad hoc, storcete il naso, sta cercando di spillarvi più soldi. Resistete e chiedete che si scarichi le foto da Internet. Anche vostro nipote sa che su internet si trovano tutte le foto che servono, senza dover pagare un euro.

Se verrà da voi con una cartella di immagini tra cui scegliere, fate in modo che il set di foto che sceglierete siano il più possibile diverse tra loro, come stile, come colori, come significato. Oppure, se il grafico è così stolto da sottoporvi una miriade di immagini tra cui scegliere, sceglietele il più possibile simili tra loro: stessa inquadratura, stessa angolazione, stesso soggetto.

Il tocco di classe dei campioni sta nello scegliere varie foto, ma di richiederne il ritocco per adattarli meglio al vostro gusto personale: “Bella questa foto di questa modella, ma la vorrei bionda anzichè mora“, oppure “Voglio la foto di questo tipo qui, proprio in questo modo, ma invece della cravatta a righe, al vorrei a pois“. Il colpo di grazia sta nell’aggiungere “… tanto è facile, lo fai col computer…“.

Dopo questo bagno di sangue, dopo aver scelto le immagini, con il grafico sudato e stremato davanti a voi, ma con un mezzo sorriso perchè vi ha strappato una decisione, chiedete pacificamente: “Ma se usassimo delle clipart?“.

8 – Colori

Il miglior modo per scegliere voi i colori (perchè assolutamente non dovete lasciar scegliere i colori ai grafici) è quelli di scrivere i nomi di vari colori su piccoli pezzi di carta, metterli in un cappello ed estrarli a sorte.
I grafici vi suggeriranno di mantenervi su 2 o 3 colori principali, ma no, sceglietene pure quanti ne volete, ed assicuratevi, invece, di fare l’estrazione dei colori dal cappello, di fronte al grafico. Mentre lo fate, cantate una canzoncina odiosa.

9 – Scadenze

Quando è il momento di approvare il progetto, prendete il vostro tempo. Non c’è fretta. Prendetevi due giorni. Prendetevene sei. Giusto il necessario perchè la scadenza del progetto si avvicini, e quando siete pronti e ormai mancano poche ore alla scadenza, passate al grafico tutte le correzioni e cambiamenti che il grafico ha il tempo di fare. Assicuratevi che debba lavorare anche di notte, pur di consegnare in tempo.
Dopotutto i grafici sono i veri responsabili degli attacchi dell’11 settembre.

Se riuscite, e solo i campioni riescono, fate loro notare che i testi che alla fine hanno scritto loro per voi (vedi punto #6) sono del tutto inadatti.

10 – Finitelo

Dopo che avrà subito la lista punto per punto, è umanamente possibile (anche se c’è chi discute sul fatto che siano umani oppure no) che la vostra vittima si senta un pelo insicura. Come realizzerà che non può riuscire a soddisfare i vostri bisogni, il grafico probabilmente abbandonerà ogni speranza di spuntarla su un qualunque argomento e farà semplicemente tutto quello che gli chiederete di fare, senza domande. Lo volete fucsia? Che fucsia sia. Sei tipi di font diversi? Sicuro!

A questo punto penserete di aver vinto, ma non perdete di vista l’obbiettivo di tutto questo: deve ritirarsi dal business.
Quindi, pronti per il colpo finale: Quando siete li a prendere la decisione finale sui colori, le forme, i font, ecc, ditegli che siete deluso dalla sua mancanza di iniziativa. Ditegli che, dopotutto, è lui il grafico e che è lui che doveva metterci la sua esperienza e talento, non certo voi. Che vi eravate aspettati maggiori consigli e proposte sul design, da parte sua.

Ditegli di averne abbastanza della sua mancanza di creatività e che quel poco di suo che ci ha messo, voi lo potete rifare con Publisher da soli, e che non intendete pagargli quel poco che ha fatto finora.

A questo punto è fatta. Dovreste avere il grafico tutto bello impacchettato nella sua bella camicia di forza!

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117 commenti
  1. donatella romei permalink

    TANTO SIMPATICA QUANTO VERA!!!!!
    IL BELLO E’ QUANDO PSEUDO ESPERTI (TIPOGRAFIE E AFFINI) TI CHIEDONO I FILE IN JPG A 300 DI RISOLUZIONE… CERCANDO DI CONVINCERTI CHE E’ LO STESSO…..

    E’ TUTTO LAVORO DI PSICOLOGIA E PAZIENZA…

    • È lo stesso in effetti

    • AliceVirtù permalink

      snervante lavoro di psicologia e pazienza, Donatella.. 😉

    • mi sono sentita male solo a leggere… un conto è saperlo, e ..ingoiare qualsiasi richiesta… un conto è vederlo per iscritto!! e sapere quanto hai ragione… sigh! purtroppo…! BRAVO! e complimenti…!

  2. è meno frustante sapere di non essere i soli! 😀

  3. andrea permalink

    È per la gente idiota come te che il lavoro va a puttane in italia. Vai a lavorare invece di scrivere stronzate sui blog!

    • Consiglio che rispetto e prometto di seguire, nessuno ti obbliga a leggere il mio blog e, credimi, non sentirti neppure obbligato a doverlo commentare. Ti auguro di poter lavorare la metà di quanto ho già lavorato io, sarebbe un successo rimarcabile. In bocca al lupo

      • Gabriele permalink

        Bwahahahahah! Andrea ti hanno chiesto il Comic Sans per un lavoro?

      • Interessanti questi tipi che si firmano “Andrea” e fanno commenti aggressivi del cacchio. Qualcuno li chiama troll, io li chiamo “vigliacchi che si nascondono dietro la tastiera” 🙂

      • eugenio permalink

        Ma Andrea, il senso dell’ironia no? A dimenticavo, i grafici non sanno cosa sia l’ironia

      • Non tutti Eugenio… 🙂

      • Erebus permalink

        Dubito che “Andrea” sia un grafico, da come risponde mi sa che è un cliente deluso dai grafici perchè non fanno tutto quello che dice lui 😛

      • Eh, non so, non conosco ‘Andrea’, ma di certo non fa il nostro lavoro

      • Pace per il povero Andrea, che, a sua totale insaputa, insultandomi, ha innescato un volano promozionale che ancora stento a credere

    • Simone permalink

      Andrea non so che lavoro fai nella vita ma purtroppo quello che è scritto in versione comica è la pura verità. Ogni lavoro che si fa ci sono almeno 4-5 punti di quei 10. Non esiste un lavoro senza la classica frase: “tanto lo fai con il pc, ci metti 5 minuti”, “mettiamo la clipart di word”, oppure “me l’ha fatto mio nipote con powerpoint, sai lui è un genietto e realizza anche siti internet a solo 9 anni. Quindi il tuo costa troppo”

    • Antonello permalink

      Andrea sei un cretino.
      Te lo dico col cuore

    • Samuele V permalink

      Bhe non trovi sia meglio andare a lavorare invece che perdere tempo a rispondere a gente che scrive “stronzate” sui blog. Predichi bene e razzoli male “andrea”

    • Emiliano permalink

      Andrea, prima di leggere sui blog, forse dovresti prendere il vocabolario e dare un’occhiata alla definizione di “sarcasmo”, poi torni qui su, lo leggi di nuovo, ne capisci il senso e ti fai pure 4 risate

    • Elio permalink

      Ahahahahah!! menomale ke mi faccio pagare prima e se vuole i bozzetti mi faccio pagare anke quelli.

  4. Verissimo, tristemente verissimo!!!

  5. Luigi permalink

    Andrea ci sono diversi siti web di consulenza psicologica on line, non so come lavorano ma ho il sentore che potrebbero darti una mano, facci un pensierino. Articolo eccezionale complimenti all’autore. Saluti. Luigi

  6. daniele permalink

    Certo, se un cliente vuole pagare per un lavoro fatto con il culo, non deve far altro che seguire quanto scritto nel post, contento lui! 🙂

  7. lucilla permalink

    anch’io sono piuttosto perplessa su questo post, mi sembra abbastanza mal fatto e decisamente correlato all’innalzamento dello spread. al posto di tutto questo testo, saresti stato più efficace inserendo delle clipart.

  8. René permalink

    Dovresti dire alla tua amica di aggiornarsi. Il decalogo gira da fine 2007. Io lo inserii sul mio sito a maggio 2008: http://www.q-design.it/blog/grafica/il-decalogo-per-far-impazzire-un-grafico/

    😀

  9. Mi sono divertito tantissimo, non mi è mai successo ma ora torno al mio manoscritto:
    il mattino ha l’oro in bocca il mattino ha l’oro in bocca il mattino ha l’oro in bocca il mattino ha l’oro in bocca il mattino ha l’oro in bocca il mattino ha l’oro in
    bocca il mattino
    ha l’oro in bocca
    il mattino ha l’oro
    in bocca il mattino ha l’oro in bocca il mattino ha l’oro in bocca il mattino ha l’oro in bocca il mattino ha l’oro in bocca il mattino ha l’oro in bocca

    • Diego permalink

      AHAHAHAHAHAHAHAH meraviglioso articolo e questo video in risposta è geniale! 😀

  10. Stefano Pelloni permalink

    Piango. Rido. Piango. Rido. Ok alla parola Clipart sono deceduto.

  11. FANTASTICO! AHAHAHAHA O_O il problema è che succede anche senza che lo facciano di proposito…

  12. Johnny Bednock permalink

    Un altra cosa fantastica sarebbe prima modificarlo in bassa risoluzione e poi caricarlo online su qualche hosting, in modo che arrivi in bassa risoluzione a 72dpi XD.

  13. Sandman permalink

    Certo che leggendo il punto 6, un blogger che fa il writer, potrebbe scrivere su come cliente e grafico, insieme, credano di poter scrivere dei testi solo perché “sono capaci tutti” 😦
    Da come scrivo non sono un writer, ma un web designer che crede nelle professionalità 😛
    Al cliente il suo ambito, al grafico il suo ambito, al fotografo il suo ambito… e al writer “è veramente un lavoro?” 😀

    Fronte Liberazione Writers

    • Scrivere è difficile, mentre chiedere di “spostare quello più”, “farlo più grande, no più piccolo” e “farlo rosso” è una cosa che riesce bene a tutti, soprattutto quando ti si piazzano alle spalle e si sentono Art Director d’ufficio

  14. Andrea disconosce l’uso dell’ironia.
    Piuttosto, gran bel post! Divertentissimo e tristemente vero!

  15. AliceVirtù permalink

    punto 6: una volta una bellezzara mi ha chiesto, per una pagina di bellezza che mostrava rossetti (fotografati in diverse angolazioni e con luci e ombre a casaccio), di riprodurre la “sensazione di un cancello barocco”…

    punto 9: “Se riuscite, e solo i campioni riescono, fate loro notare che i testi che alla fine hanno scritto loro per voi (vedi punto #6) sono del tutto inadatti.”

    Sono riusciti a farmi notare persino che non erano adatti i testi che avevano scritto LORO, facendo come se li avessi scritti io.. guardandomi con sufficienza e aspettando pure una risposta.. O_o
    Geni assoluti..

    Comunque sia, dev’essere una bibbia, perché avrei simpatici aneddoti per ogni punto trattato..

  16. federico permalink

    ahahha bellissimo!

  17. marco permalink

    personalmente già a sentire “il” font in maschile mi da l’urticaria…

  18. [M23] permalink

    Andrea che cazzo di problemi hai?

  19. Temevo di rivedermi in qualcuna delle descrizioni visto che ho appena commissionato la nuova grafica del mio blog! PEr fortuna sono una “committente” responsabile e scrupolosa! 😀
    Bellissimo post!

  20. bombotritonz permalink

    “Lo so, è dura, ma ricordate che i grafici sono la causa principale del cancro al seno nelle donne di mezza età.”
    Non capisco il motivo di questa frase, cosa c’entra? Scherzare e fare ironia su una cosa così delicata e seria mi sembra da stupida. Sei una persona ripugnante tu e la tua amica che ha scritto questo decalogo.
    Punto.

    • Cinzia permalink

      Si… devo dire che questa frase è davvero inopportuna…. ma il resto è bibbia… (scritto minuscolo di proposito!!!)
      Goditi il resto… gli insulti sono inutili… e non ci fai tu una bella figura!!!

  21. Zeta99 permalink

    Punto 11. il cliente è privo di ironia e potrebbe prendere sul serio tutti i dieci punti…. 🙂

  22. Mi succede ad ogni lavoro, da 10 anni … di solito lo fanno per pagare meno o per non pagare affatto; non è ancora nato chi mi eliminerà professionalmente! ASUHASUHASUHASUH //

  23. Bel articolo fatto a posta, secondo me basta molto meno per uccidere un grafico….

  24. Luigi permalink

    Ahahah tutto vero.
    Hai però dimenticato un punto riguardante il logo: “se il grafico vi chiede il logo in un formato vettoriale tipo pdf ai o eps, copiate il piccolo logo jpg o gif che avete trovato in un nuovo file office ed esportatelo in pfd e eps, sostenendo caparbiamente che sono formati vettoriali ed è quello che il grafico ha chiesto.

  25. Esilarante 😀
    6-7-10 per la mia esperienza sono da manicomio, a un cliente ho risposto “AMMAZZATI !!!” e cavolo: non aveva prezzo mandarlo a quel paese.

  26. samuele permalink

    Qualcuno pensa che il cliente ha sempre ragione. È falso. Il cliente ha sempre torto! Io faccio il grafico ma la professione è così miserrima che la sto lasciando. Vi lascio ai vostri loghi da 300 euro. Vi lascio tutti i clienti che non capiscono una sega di grafica e che non meritano nulla. Clienti che poi non pagano comunque. Se pensavi di fare il grafico, ripensaci, si più gentile con te stesso. Uomo avvisato….

  27. Queste dieci leggi furono scritte su tavolette di pietra (ovviamente scolpite in Comic Sans) dal primo grafico traditore e ancora oggi venerate dalla maggior parte dei markettari e PM. 😛

  28. non sono una grafica ma…davvero divertente…E per chi lo subisce, ecco, spaventoso!

  29. Riccardo permalink

    Noto che alcuni grafici hanno spesso confusione relativamente al concetto di risoluzione (cit. “Non dimenticate di abbassare la risoluzione delle vostre immagini a 72 dpi, di modo che vi debbano ricontattare per chiederne una versione in alta risoluzione.”). In una immagine digitale non conta la risoluzione intesa in termini “grafici” (DPI o PPI etc), ma bensì il numero di pixel che compongono l’immagine. La risoluzione (DPI in questo caso) indica solo la densità di punti ed una sua variazione modificherà solo la dimensione di visualizzazione/stampa, in un’immagine tale parametro è solo parte degli EXIF e modificabile in qualunque momento senza alcuna necessità di interpolazione).

    • Emma permalink

      Non vedo la contraddizione…qui si parla anche di gente che crede di poter mandare in STAMPA file che in origine sono a 72 dpi. E poi scusa,anche parlando di digitale, dov’è che prendi immagini a 72 dpi e le porti a 300 e ti diventano più grandi di misura ma anche più dettagliate?!

      • Riccardo permalink

        …non esistono file di immagine che “in origine sono a 72 dpi”, i dpi sono un parametro da definire al momento della stampa. È un tipico errore da grafico… in una foto l’unico valore che ne determina la resa in stampa è il numero di pixel, che, al momento della stampa, in base ai dpi stabiliti, ne determina la dimensione. Se ho un file da 300×300 pixel i dpi li decido solo al momento di stamparlo, ed in base alla scelta dei dpi otterrò diverse dimensioni (se scelgo 300dpi verrà grande 1 pollice x 1 pollice, se scelgo 100 dpi verrà 3″ x 3″…).

    • Luigi permalink

      Hai usato un sacco di bei paroloni, ma risoluzione e densità sono la stessa cosa solo per chi come te non ne sa la differenza.

    • Luigi permalink

      Sai molte cose, ma sinceramente non trovo l’errore. L’articolo è ironico perché nessun cliente si metterà ad abbassare la risoluzione. Gioca sul fatto che le immagini che vengono consegnate sono tipicamente a 72dpi, scaricate da internet, ed hanno perciò una risoluzione (cioè pixel di base x altezza, che non è la densità come dice wikipedia) tipicamente ridotta…
      Nell’articolo si parla di rapporti con i clienti, non di preparazione del file da stampa per singole immagini, lavoro a cui si dedica il grafico stampa e pre-stampa. Oltretutto non è detto da nessuna parte che il lavoro in questione debba risultare in una stampa piuttosto che su supporto digitale.
      Potresti proporre un articolo su come un grafico creativo può uccidere un grafico stampa e pre-stampa e forse molti di quelli che hanno commentato qui si sentiranno presi in causa.

      • Riccardo permalink

        Come è espresso da te è corretto, ma associare il termine “bassa risoluzione” alla sola indicazione di dpi vuol dire non aver afferrato il concetto…e temo che su questo blog siano in molti ad avere questa confusione. Il punto del post in questione sarebbe stato corretto dicendo ad es. “Non dimenticare di consegnarmi immagini da 320×320 pixel…”

  30. bello ma scritto tutto in corsivo è da perdita della vista

  31. unA font. 🙂 Molto carino!

  32. Ma_Mu permalink

    Ma questo decalogo non è qualcosa come 100000090999962515 anni che gira e rigira!?
    Se c’è gente che ancora non lo aveva letto…non fa il nostro lavoro!! 😉

  33. Keka permalink

    Marco, anche leggere “urticaria” non è facile da tollerare, credimi.

    Il decalogo è molto divertente e, purtroppo, anche tristemente applicabile al webmaster a cui si chiede lo sviluppo di un sito… “Tanto lo fai al pc,ci vogliono 5 minuti”

  34. LucioLux permalink

    “Molto in dubbio …

    La scritta in fondo rimane un pugno in un occhio: via

    Il logo è almeno troppo piccolo

    Il testo sembra un testo,, non dei titoli di copertina, credo dovrebbero avere font +mossi

    Forse anche niente …
    La sfumatura dell’unghia deve essere per la lunghezza e più croccante, come se l’angolo della foto fosse girato e si vede il retro di taglio come un foglio metallico oppure un bordo metallico convesso”

    Tratto dall’ultima mail che mi è arrivata

  35. …ma se oltre che in helvetica…potrei averlo come dire…un pò idratante questo logo?

  36. Fantastico!
    Però l’emotionator dello spot mi ha davvero fatto scendere le lacrime.

  37. Alessandro permalink

    certo però che blog monotono, sto carattere piccolino di un colore trito e ritrito…non si poteva fare un bel giallo su sfondo nero? con un bel grassetto cicciotto e delle foto sui lati?

  38. Io aggiungerei
    “Una volta stampato in quadricromia, dopo avergli fatto un provino, dirgli che il colore che si vedeva a video era leggermente più brillante / era diverso / forse era meglio la versione di tre posizioni indietro”

  39. La parte sugli spazi bianchi inutilizzati è verissima (una vera battaglia ogni volta) mi è stato anche detto una volta: pago una fortuna e voglio utilizzare tutto lo spazio, questo spazio vuoto sembra un buco – si quello che hai al posto del cervello… non dimentichiamo che il logo lo voglio più grande, e poi testo giallo su sfondo bianco (un altro classico di leggibilità 😉 comunque io già al punto 2 gli avevo chiesto l’acconto e 35 euro per ogni cambio dopo il secondo 😉

  40. Zeno permalink

    è tutto vero. le immagini embeddate in documenti di word e nelle mail sono il mio incubo ogni giorno che arrivo in ufficio..

  41. Francesco CARBONCINI permalink

    1) Microsoft Office
    il grafico in età tiene sempre il templato di dimissioni – se è dipendente – di Microsoft Office Word pronto o in alternativa, se è bastardo, rimanda indietro il documento di Word per windows del cliente (ma in una versione vecchia) con le nuove proposte grafiche incollate ma in altissima definizione in modo da avere un documento mai inferiore ai 70/80 Mb e con una spiegazione ultraprolissa tecnico-ortodossa di ogni immagine e pieno anche di domande e affermazioni assurde che vanno dal graffito preistorico alla nanografica a laser… giusto per fare un po’ di puzza.

    2) E-mail
    il grafico in età dopo aver perso ore a scaricare le email con i mega allegati del cliente, prepara un email bombing anonimo in risposta al cliente con scritto “vaffanculo” in tutte le lingue planetarie, compreso il braille, ed intasa con un milione di miliardi di email il cliente, la sua azienda, i figli, la moglie (in aggiunta un post scriptum “tuo marito è frocio”) nonno Ugo e la sua badante rumena. Perchè il grafico in età ha accumulato troppo livore negli anni e con qualcuno si deve sfogare. Magari mandare al cliente una sola, reale email, ma con attaccato un virus di ultima generazione programmato in modo che tutte le volte che il cliente telefona o viene a trovare il grafico in ufficio automaticamente Hamir Aziz Ketfutt detto “Il Tripode” di professione idraulico clandestino va a trovare sua moglie e le fa capire perchè ha quel soprannome. (di sicuro poi il g.i.e. riceverà una email dalla moglie del cliente che chiede di prolungare a data da definire le problematiche del lavoro grafico…)

    3) Font
    il grafico in età da sempre ragione al cliente, ma essendo in età conosce le vecchie tecniche di inchiostro simpatico (limone, acqua e zucchero ecc.) ma anche le moderne (inchiostri termici) e sulle tavole da consegnare al cliente scrive nefandezze orripilanti che col tempo prima o poi appariranno. Un trend è disegnare dei grossi cazzi in stile cesso di autogrill, possibilmente con il numero di cellulare del cliente ed i servizi da lui offerti. Ma tutto con dei bei font, chiaramente.

    4) Sfruttiamo gli spazi
    Liberi. Spazi liberi. Il grafico in età ama gli spazi ma liberi. Passeggiate nei boschi, sul lungomare, visitare città. Non lo dice ma detesta il monitor, non concede spazi. E al cliente incazzato al telefono che protesta perchè ancora non ha visto gli spazi restringersi sulla sua grafica (come da lui richiesto) gli risponde, davanti a un tramonto a Formentera – ma al cliente dice di essere in ufficio -, che sta studiando nuove forme intrinseche di formattazione spazio-stampa che riescano a riprodurre esattamente e perentoriamente le fulgide e intelligentissime intuizioni del cliente. Soffocando un compromettente ruttino dopo il bianchetto e olivette e patatine.

    5) Logo
    Il cliente che chiede al grafico in età è la maggior causa di infiammazione alla prostata e problemi erettili. Quindi per sopravvivere a tutte le richieste del cliente che gli sta cromando i coglioni gli da’ sempre ragione, poi esce e passa un bel pomeriggio rilassante con gli amici, dopodichè nell’ultima ora prima della consegna scarica una serie di clipart (la sua salvezza!) possibilmente orrende e grezzissime e con photoshop o illustrator le mischia tutte e presenta il risultato al cliente spiegandogli che questo logo è molto alla moda, trendy, cool, wow, hipster e follemente fashion. A questi aggettivi il cliente normalmente ha una piccola eiaculazione e approva a prescindere. E quindi il grafico in età esce e passa un bel pomeriggio rilassante con gli amici.

    6) Scelta delle parole
    il grafico in età da sempre ragione al cliente. E quando questo gli propone frasi o parole che lui ritiene di effetto lo coccola e gli dice che sono bellissimi spunti e poi partendo dal presupposto che le frasi devono essere molto alla moda, trendy, cool, wow, hipster e follemente fashion ma soprattutto moderne e che colpiscano i giovani ( il cliente spesso ha la stessa età del grafico in età) quindi gli propone delle frasi onomatopeiche, anagrammi e frasi sconclusionate piene di dittonghi e sdrucciole che colpiscono il target e fanno wow factor! (wow factor… un colpo bassissimo) tipo: “se vuoi essere califragilistico devi muoverti chespiralidoso, prendi un salacabula e sarai bidibibodibibù!!!” Spesso il cliente accetta al primo colpo e il grafico in età esce e si va a fare una trombatina propedeutica e molto rilassante.

    7) Scelta delle immagini
    il grafico in età lo brucia il cliente, sul tempo: gli propone già lui le collezioni di clipart che negli anni, per soddisfare ‘sti cazzoni ne ha collezionate proprio tante. Una vendetta del g.i.e. è quella di nascondere nelle immagini grafiche dei piccoli cazzetti fatti di pochi pixel o frasi sconce tono su tono, quasi invisibili ma se uno ha l’occhio ben riconoscibili.

    8) Colori
    il cliente ha ragione, lui sceglie i colori, pochi, e totalmente sbagliati. Il grafico in età non dice niente, non propone niente anche se vorrebbe mettergli in mano 274 mazzette di colori Pantone, Truecolor ecc. ecc. così, solo per metterlo in difficoltà. Poi, quando il cliente ha vergato l’approvazione e il documento sta per essere mandato in stampa, il grafico in età tira fuori dal cassetto il documento simile del suo più odiato e acerrimo concorrente – preventivamente cercato e scaricato – che ovviamente sarà con bei colori, gradevole, ben strutturato, preciso e glielo calate davanti al naso come un carico a briscola.

    9) Scadenze
    il grafico in età si suppone che sia di mestiere e che qualche soldo se lo sia già fatto, per cui quando il cliente amfetaminico gli chiede una scadenza impossibile tipo per l’indomani, il g.i.e. lo guarda silenzioso fisso negli occhi per 30 interminabili secondi poi si alza e gli da un biglietto da visita di un’altro grafico ma non in età e porgendogli gentilmente la mano gli dice che è veramente dispiaciuto ma fra un’ora ha l’aereo per le Virgin Island dove ha appuntamento con Cecille LaGoduriose dove passeranno una splendida vacanza pensando a ‘sto coglione che si spacca il cervello su come rompere i coglioni al nuovo grafico non in età.

    10) Finitelo
    dato che il cliente è comunque arrogante e preparatissimo, sa usare fotosciop alla grande, conosce almeno tre programmi di treddi e monta video come se fosse fellini fategli capire che le moderne tendenze alla moda, trendy, cool, wow, hipster e follemente fashion portano al vintage per cui è fighissimo se si utilizza solo publish, in monocromia, a 72 punti pollice e pochi font. E possibilmente stampato con una stampante ad aghi.
    Le tendenze si creano, non si seguono.

    …e poi, il mondo, l’europa, l’Italia sono strapieni e stracolmi di nuovi e giovani grafici alla moda, trendy, cool, wow, hipster e follemente fashion. Sono cazzuti, preparatissimi, arroganti, ambiziosi, sanno tutto e fanno tutto meglio di chiunque altro, conoscono un trentinaio di programmi, parlano 18 lingue e partecipano agli eventi più alla moda, trendy, cool, wow, hipster e follemente fashion. Eccheccazzo, facciamoli lavorare! Scusate, ma il grafico in età deve andare a farsi una nuotata.

    • Roman Broker permalink

      ahahahahahahaha sei er mejo però, se permetti, la dovreste smettere di professare le vostre pulsioni falliche. Ne avete già combinate abbastanza ficcando peni in tutti i cartoni disney e non aggiungo altro… Forse non sarete causa del cancro al seno delle donne, ma perpetrate la vostra e l’altrui fallomania. by il programmatore php che html/css lo fa il grafico al giorno d’oggi

    • Grafico in età.. semplicemente MITICO!!
      E a chi si ostina ad usare una scritta col. GIALLO su fondo BIANCO rispondo: “Certo… attacch ‘o ciucc dò vol ‘o padrone!”
      Se un grafico è in gamba ed ha mangiato parecchio pane duro… riesce a superare alla grande tutti i 10 punti. O basterebbe dire al cliente: “Vuoi un lavoro di m***a? Se ho tempo da dedicarti, ti accontento!”

    • Cinzia permalink

      Ti adoro!!!

  42. Andrea ovviamente offre le sue platitudini mentre è al lavoro e quindi è più furbo di tutti . Si risente però del fatto che i grafici, come artisti, hanno più libertà di lui…
    Grazie comunque a Walter, la sintesi è perfetta e parecchi punti sono applicabili anche ai traduttori, lo so per esperienza…:-)

  43. Ashtart permalink

    Titolo alternativo: come farsi mandare affanculo da un grafico.

  44. per fortuna che ho lasciato stare poco dopo diplomato.Ora sono un felice operaio in una felice fonderia 😀

  45. Povero grafico, che ha fatto di male? :’c

  46. il pane quotidiano 😦

  47. Francesco CARBONCINI permalink

    devo chiarire che il-grafico-in-età è Carlo che lavora con me: un mix hacker-modellatore3d-musicista-riparatore old wifi. Io ho solo reso pubblico il suo sfogo

  48. grazie perchè allora vuol dire che non siamo soli, mi sono fatta tante risate anche se è tristemente vero, spesso raggiungo la soglia del: “Lo volete fucsia? Che fucsia sia. Sei tipi di font diversi? Sicuro!”

  49. Sarebbe stato gentile citare la fonte dell’articolo.
    Ad esempio: http://designthesign.wordpress.com/2009/06/23/il-decalogo-per-far-impazzire-un-grafico/ di ben 4 anni fa.

    Saluti. 🙂

    • Kemas, non ho citato la fonte, solamante perché non la conosceva… se leggi l’apertura dico che un’amica mi ha passato il testo e avrai anche notato che non mi sono arrocato nessun merito, se non quello di divulgarlo… la cosa di cui godo, e mi auguro che ne abbia goduto anche l’autore a suo tempo, è l’impressionante numero di visualizzazioni che il post ha ricevuto

      Walter

  50. …e quando il cliente ti tira fuori un suo elaborato fatto con la v.1.0 di photopaint per win 3.11 e te lo mostra fiero come un latifondista difronte al primo figlio maschio neonato e il suo sguardo chiede un tuo cenno di vivo apprezzamento e di sottomissione professionale asserendo poi “tanto che ci vuole? 5 minuti”

  51. PaoloG permalink

    Gentile Walter, purtroppo possiamo solo tener duro e… sperare che non lo leggano i clienti. Ma scommetto che lo hanno già fatto !
    E se lo hanno letto ? Beh ! Ora è colpa solo nostra !

    • Al contrario Paolo, alcuni dei mie clienti lo hanno letto e si sono divertiti – in questi giorni non facciamo che lavorare assieme scherzando sopra “oddio, non starò mica diventando come uno di ‘quei’ clienti, non fa che ripetermi la responsabile marketing di un cliente che seguo….

      Credo che sia nostro compito far crescere il rapporto con i nostri clienti e che aiutarla capire Coen funziona il processo creativo sia un passo fondamentale… Non dico che possa avere successo con tutti, ma non provarci è una colpa, solo nostra. Ogni mezzo vale!

      • Paolo Guerini permalink

        Ciao Walter, diciamo che ho scritto questo venerdi sera in un particolare momento di scoramento dovuto al fatto che, dopo una serie di scelte oculate di font ( Helvetica ) foto scaricate dal Web ( notturne da tramutare in diurne, lupi compresi ) loghi scansionati da biglietti da visita,testi scritti in Word, stampati e poi debitamente scansionati, salvati come pdf, ed allegati alle mail, ero leggermente scoraggiato!

        Seguirò il tuo consiglio, e stamperò due bei poster 100×300 da appendere in sala riunioni ( le 10 mosse e le rispettive 10 contro-mosse ) sia per la par-condicio che per far capire che… la verità sta nel mezzo e che un punto d’incontro c’è sempre, e che una bella risata aiuta.

        Cordialità, PaoloG

  52. Cinzia permalink

    Non sono propriamente un grafico, ma una disegnatrice di tessuti… poco cambia!!!
    Frase tipica:
    “Tu devi fare solo quello che ti dico io!!! E mettici un po’ di creatività, sennò me lo facevo da solo!!!”
    Morale sono disoccupata da più di due anni… ma col cavolo che rientro nel tessile!!!

    • Mi spiace che tu sia disoccupata. Purtroppo quello che racconti è un malcostume tipicamente italiano che non è confinato soltanto al mercato tessile.
      Io, in 18 anni, ho imparato a mediare, ma anche a dire ‘no, mi dispiace’. Sono permaloso e testardo, ma ho imparato a rispettare il punto di visto del cliente, anche quando è un’idiozia. La soluzione spesso è mostrare come la sua scelta non stia in piedi, argomentandola visivamente con la nostra – costa un po’ di lavoro in più, ma spesso paga.
      Un creativo deve avere una personalità forte, ma deve anche imparare a mediare.

      • Fine way of describing, and good article to take facts concerning my presentation subject matter, which i am going to convey in school.

  53. Ugo Costamagna permalink

    ci sarebbe un punto 11 importantissimo:
    Il cliente NON deve assolutamente dimenticare quando porta ad esempio un biglietto da visita con su il logo da riprodurre di tracciare alcuni segni di biro blu per le correzioni. Questi segni non devono essere piccolini e limitati ma anzi attraversare il logo da parte a parte e avere almeno una sbavatura.
    Le raccolgo queste perle di commissioni e ne ho una scatola piena e anche un po’ le scatole piene!!!

  54. Nadia permalink

    Aiutooo. Subisco questa tortura tutti i giorni… ma vederla x iscritto mi innervosisce ancor di più!! Faccio un appello: abbiate rispetto dei grafici, perché sanno quello che fanno!! Provateci a fare il nostro sporco lavoro! HAha. Vedrete che vi passerá in fretta la voglia di portarli alla pazzia!

    • Ah ah ah, il tuo commento rivela una carriera che ancora non è stata piegata da anni di frustrazione e da rapporto creativo/grafico regolati dal “siccome pago, tu fallo come dico io”.
      Tieni duro e, se accetti un consiglio, dove puoi cerca di educare i tuoi clienti alla difficoltà di chi fa il nostro mestiere – e mi piace chiamarlo così, anziché lavoro.

      Ma, credo, soltanto la professionalità saprà avere la meglio

  55. Tristemente reale.

  56. anna permalink

    ….winrar….non comprime i raw….non so che win rar usi tu….che ti mandi un file “compresso” i 100 singoli….pesano sempre uguali…..

  57. Spero che non lo legga mai una persona intelligente

  58. Voi non ci crederete, ma io ho un cliente così!!! Gli ho detto gentilmente di rivolgersi altrove ma lui, e questa è una chicca che manca nell’esposizione sopra, prima di saldarmi una fattura si assicura di farmi incominciare un altro lavoro sul quale impegnarmi almeno un paio di giornate…
    Il peggio è che adesso è diventato anche gentile e tutte le cose sopra le dice preannunciate da “per piacere…” – “saresti così gentile da…” Vivo nel terrore…

  59. Ahahah, troppo ridere! Hai toccato tutte le note dolenti. Chi ha avuto a che fare con un grafico ti capisce perfettamente!

  60. Simo permalink

    A questo genere di Clienti l’importante è far pagare (anticipatamente) come se il lavoro fosse stato creato ex-novo da un grafico professionista, poi…osservare la loro faccia alla consegna del lavoro finito e, ovviamente, complimentarsi con loro per la “buona” riuscita del lavoro!

  61. Giuseppe permalink

    COME NON FARSI UCCIDERE DA UN CLIENTE SE SI E’ GRAFICI. 15 Anni di esperienza e posso dire che: …tra una riunione e l’altra, un incontro e l’altro, è sufficiente chiarire che “se Lei ha le idee chiare riusciamo a fare il lavoro ottimo e accattivante con ciò che è pattuito in termini di spesa, altrimenti tra le sue idee che cambiano ad ogni incontro, loghi illeggibili, ci sono da mettere su delle ore extra per riunioni, indecisioni e la marea di cambiamenti dovute alle indicazioni, oppure si lascia guidare da me che sono un professionista: cosa sceglie???” Ancora meglio se si chiarisce tutto dall’inizio: delineando una linea professionale di lavoro che deve anche includere l’iter da dire al cliente: “Questo lavoro ha due procedimenti: 1. lei sceglie soggetti, foto, loghi ecc, la cifra che le chiedo include tre bozze + la produzione, cioè alla terza bozza lei mi da il “visto si stampi con o senza le ultime modifiche segnate sulla bozza”. Cioè lei fa le scelte visive ma all’interno delle mie indicazioni tecniche. 2. Lei fa le scelte di foto, loghi, testi, sempre che rientrino tra le indicazioni tecniche che le fornisco, e si affida alla mia esperienza grafica di renderLe un lavoro pensato in funzione della sua attività e clientela, la cifra che le chiedo include tre bozze + la produzione, cioè alla terza bozza lei mi da il “visto si stampi con o senza le ultime modifiche segnate sulla bozza”. Alla prima bozza, va chiarito (dopo che ha scelto tutte le modifiche in cui va comunque guidato), che deve essere certo delle sue scelte sulle modifiche e non deve essere un pretesto per “vedere come viene”. Sono anni che io, con questo sistema, non arrivo MAI alla terza bozza. Vale sempre la regola da chiarire con estrema gentilezza: SE SI ESCE DALLA PROCEDURA PATTUITA DOVRO’ SEGNARE ORE EXTRA. 🙂

  62. Scusate ma, come potete dimentare nel punto “6 – Scelta delle parole” il termine supremo, pari solo al Comic Sans, ovvero :

    ACCATTIVANTE

    “Vorrei che sia accattivante”, “il logo non e’ abbastanza accattivante”. “Cioè, come dire … accattivante, ecco!”

  63. TariboWeb permalink

    Mi sono divertito tantissimo!!!! io sarei già morto alla numero 4!!!!

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