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Il workflow fotografico

maggio 17, 2013

Chi fotografa, sia che si tratti di un professionista, sia che si tratti di un amatore evoluto, ha bisogno di affidarsi ad un flusso  di lavoro – workflow – che funzioni e che ottimizzi i tempi e le azioni reiterate.
Non esiste il workflow perfetto, ma l’esperienza di questi ultimi anni, e le migliaia di foto scattate, scaricate e archiviate, me ne ha suggerito uno che funziona (almeno per me).

 

Scaricare le fotografie
Il passaggio può sembrare banale, ma è da qui che inizia il workflow.

Personalmente scatto in RAW e scarico le mie foto con Adobe Bridge – che mi dà immediatamente l’anteprima anche dei miei file RAW.
Utilizzo uno di quei piccoli lettori multicard da pochi euro – più veloci che non attaccare direttamente la macchina fotografica al computer e senza bisogno di usare la batteria della mia Nikon.
Inserisco la card nel lettore e lancio Bridge, che importa le foto.
Non rinomino i file al momento e uso il nome  che ho scelto al momento dello scatto.
Faccio in modo, cliccando su “Delete Original Files/Cancella file originali” di cancellare automaticamente le foto presenti sulla card una volta che vengono importate. Scelgo una cartella nella quale memorizzare le foto importate, in modo da averle tutte raggruppate in un posto solo.

Bridge1

 

Organizzare gli scatti
Sempre con Bridge, poi,  rinomino gli scatti con un suffisso che mi dica di che lavoro si tratta, ma mantengo la numerazione progressiva che gli dà la macchina in fase di scatto.

Ad es.il file _CUC2958.nef la rinomino in AI1314_2958.nef utilizzando una sostituzione di stringa all’interno del nome del file originale.

Bridge Rename

 

Analizzare e cancellare
Analizzo gli scatti e individuo quelli che non mi soddisfano (sfocati, bruciati, mossi…) e li cancello. Non ci penso due volte, le cose che per certo non mi serviranno le butto! Questo mi aiuta a risparmiare molto spazio, considerato che la mia macchina butta fuori 40 MB di file RAW per scatto.

 

Applicare il copyright e altre informazioni
Attraverso la funzione “Create a Metadata Template/Crea un template metadati” dal menù Tools/Strumenti di Bridge applico le informazioni alle mie foto – una volta creato un template, è molto semplice applicarlo a tutte le foto.
Ad esempio io aggiungo sempre il copyright, il nome dell’autore, la mail e il sito.

 

Backup e archiviazione
Una volta rinomionate le immagini e aggiunte le informazioni, copio la cartella su un dispositivo esterno di backup.
E’ possibile anche usare apllicazioni di backup automatico che, secondo le nostre necessità, copiano su dischi esterni i contenuti delle cartelle che gli segnaliamo e gli elementi che hanno subito una qualche modifica, all’interno di quelle cartelle, dall’ultimo backup.

 

 

Concludendo: potrebbe sembrare la scoperta dell’acqua calda, ma seguendo questi semplici passi, riusciamo ad industrializzare i nostri flussi di lavoro e ottimizzare i tempi e le risorse.

 

 

 

From → Fotografia

2 commenti
  1. Utilizzo da anni iPhoto che mi permette anche quel minimo di editing che a me basta e avanza, grazie dei consigli.

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