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Questione di carattere – 2

aprile 27, 2011

E se fosse una... "M"?!

Torniamo a parlare di caratteri, cercando di stare alla larga da lezioncine precotte  sulla storia della tipografia – anche se sono fermamente dell’avviso che la storia della tipografia, non le lezioncine, dovrebbe essere patrimonio comune a tutti i designer grafici.

Torniamo a parlare di testo, proprio da dove ci eravamo lasciati nel “Questione di carattere – 1”

Pensiamo al testo come ad un elemento grafico, al pari di una foto o di un’illustrazione… Quando ho cominciato, un po’ di tempo fa, girava un libro inglese sulla tipografia dallo scontato titolo “Type and Colour”, niente di epocale, ma un capitolo lanciava un messaggio decisamente forte: “Dimenticate le parole, godetevi la loro forma”.

Per cui proviamo a seguire il consiglio – sia che di mestiere facciamo i creativi, sia che invece siate  clienti,  l’esercizio è interessante e valido…

DIMENTICATE LE PAROLE, GODETEVI LE LORO FORME
Non prendetela come un’esortazione a scrivere cazzate, prendetela piuttosto come l’esortazione a spostare il focus della nostra attenzione.
Vi siete mai soffermati sulla forma delle parole?
Per qualche istante lasciate perdere il significato e concentratevi sui tratti, sulle proporzioni, sui confini  che le lettere tracciano sulla pagina o sullo schermo. Provate a cogliere il ritmo dei pieni e dei vuoti.
Vedrete che – a patto di non essere designer grafici – conoscere la differenza tra Helvetica 55 Roman e Gill Sans Exta Bold non apporterà nulla all’esercizio.

Osservate le parole! Spogliatele del loro significato linguistico  e soffermatevi sulle forme a cui danno vita sul foglio, immaginate di osservare un quadro astratto.
Osservate interi paragrafi, blocchi di testo… cosa vedete? cosa cogliete? c’è armonia tra il bianco della carta e il nero dell’inchiostro? le proporzioni sono rassicuranti? l’elemento testo respira o è soffocato dai bordi, dalle fotografie? cogliete l’aria o quello che osservate è troppo carico?

Osservate i titoli, ora… i titoli hanno un compito superiore rispetto al testo: devono attirare l’occhio di chi legge e lo fanno sì con il significato linguistico, ma soprattutto con l’impatto visivo che sono in grado di generare.

Osservate un titolo…. arriva come un pugno? è leggero? crea tensione?  è tensione voluta o casuale?
Da quella forma potrebbe dipendere molto del successo del vostro messaggio! ci avete mai pensato?

Provate ad indulgere in questo piccolo esercizio propedeutico, da qualsiasi parte stiate, creativi  o clienti.

Così giocando, ho imparato a gustarmi  i caratteri, ho imparato ad apprezzarne caratteristiche, ad individuarne punti di eccezionale forza,  che magari mi avrei poi potuto giocarmi  in un logo o in titolo che volevo particolarmente accattivante – pensate ad esempio alla forza di una x in alcune famiglie di caratteri o alle opportunità creative che può offrire una o s…  se proviamo a trattarli come semplici forme, ogni font nasconde almeno 52 opportunità creative (maiuscole e minuscole, esclusi i simboli e i caratteri speciali).

Per chi volesse leggere qualcosa di leggero sulla tipografia:

Type and Colour
di Michael Beaumont

From → grafica, Tipografia

2 commenti
  1. Bisogna riscoprire il significato della parola/immagine(?)

    Spero avrai modo di ricambiare la visita a tal proposito, su Vongole & Merluzzi!

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/05/10/parola-di-nessuno/

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