I furbetti del quartierino della comunicazione
Anche la comunicazione ha il suo esercito di furbetti.
Sono tanti, troppi, sempre di più. Melliflui, subdoli o esplicitamente aggressivi, fanno leva sulle debolezze o sulle vanità dei vostri clienti con il solo obiettivi di… sostituirsi a voi,
Usano mezzucci e scorciatoie, tra quelli più in voga ci sono gli sconti da periodo dei saldi, i rifacimenti gratuiti di loghi e di identità varie e altre furbesche carinerie.
Giudicatemi poco modesto, ma ho la presunzione di individuare questi furbetti con una certa naturale facilità. Gli ultimi anni di crisi li ha fatti moltiplicare e li ha resi più virulenti e la cosa, oltre ovviamente a farmi preoccupare, mi frustra e mi fa incazzare.
Portarsi a casa il cliente, sempre e comunque sta diventando il motto di un crescente numero professionisti della comunicazione, affamati e affannati da un presente difficile. Non è l’età anagrafica o professionale a contraddistinguerli, è la missione che si sono dati, portarsi a casa il cliente, sempre e comunque – anche quando è tuo!
Il mondo è dei furbi? Di sicuro non è degli sciocchi, ma non riesco a rassegnarmi ad accettare che sia dei furbetti. E anche se qualcuno è convinto di sì, io dico no!
Faccio una premessa: sono per la concorrenza, anche aggressiva, purché leale, ma le pratiche di new business che assomigliano più al modo di fare che fu dei pirati, continuano ad indignarmi – anzi, mi fanno proprio incazzare.
Sono convinto che la concorrenza aiuti a mantenere alto il servizio e la qualità, che contribuisca a produrre della buona creatività. La concorrenza sana fa tenere alte le antenne.
Ma i furbetti non si misurano con una concorrenza leale, ingaggiano un cane mangia cane che fa solo male, che distribuisce coltellate tra le scapole e che al cliente, nel caso migliore, crea confusione e, nel peggiore, porta danno. Sarà anche vero che l’uomo è lupo, ma… anche no!
Consentitemi un esempio – reale, quanto basta da doversi inventare un piccolo divertisment narrativo…
Lo Studio Paperino & Associati ha un cliente con il quale collabora da qualche anno e per il quale ha lavorato molto, investendo e cercando di andare incontro alle necessità anche economiche del suo cliente, che inizialmente altro non era che una promettente start up.
Lo Studio Paperino & Associati non si è arricchito con i soldi spesi dal suo cliente, ma è cresciuto con lui e con lui ha costruito un buon rapporto, fino a diventare per il suo cliente una sorta di riferimento per la comunicazione, anche se la cosa non è regolata da nessun contratto specifico, naturalmente.
Ora il cliente è cresciuto, ha allargato lo spettro delle attività di comunicazione e comincia a farsi studiare nuovi strumenti anche da altri studi e agenzie.
Un giorno il cliente affida all’agenzia Banda & Bassotti, lo sviluppo della comunicazione web e social
E Banda & Bassotti non perde tempo. Ancora fresca di incarico, butta lì un subdolo “che ne dici se i miei creativi ti studiamo un nuovo logo e magari anche una bella tag line, tutto gratis, s’intende!”… il primo amo è gettato. “Sai, con tutto il rispetto, il tuo logo non ci sembra molto in linea con il tuo mercato.” e anche il secondo amo è piazzato.
Ora tutto è nelle mani del cliente – povero Paperino… – e qui abbandono il mio esempio per fare qualche considerazione di carattere generale.
I furbetti della Banda & Bassotti non si sono preoccupati di guardare la situazione dalla prospettiva del cliente, ne tanto meno hanno provato a fare un’analisi più approfondita, sono entrati a gamba tesa nella migliore strategia del mors tua vita mea..
Sul piatto hanno messo un carico pesante, un logo nuovo e gratis, che nella migliore delle ipotesi avrebbe creato confusione,
La palla ora passava al cliente, di certo lusingato dallo zelo dei furbetti – chi non lo sarebbe. Un logo nuovo e gratis… e subito. Avrebbe pensato strategicamente? Si sarebbe fatto sopraffare dalle lusinghe? Di fronte al gratis molti vacillano. Il nostro cliente si sarebbe ricordato della fatica che lo Studio Paperino aveva fatto per avviarlo all’importanza dell’identità di brand, agli ostacoli mentali e di varia natura che assieme avevano dovuto superare per arrivare lì? Difficile a dirsi con certezza.
Questo accade quotidianamente, nel nome del un cliente in più, costi quel che costi!, le Bande & Bassotti sono sempre di più – e internet ci mette di sup
Non so come la vediate voi, ma io questo tipo di concorrenza non riesco a reputarla leale. Non ce la faccio. La trovo irrispettosa del lavoro svolto dagli altri e priva di etica professionale, sacrificata a disinvolti assalti all’arma bianca.
Ognuno decida secondo coscienza se è lecito o meno cercare di portarsi a casa il cliente di altri, non ho lezioni da impartire.
Mi è capitato spesso di non poter fare a meno di notare che clienti per i quali curavo parte della comunicazione avessero loghi sorpassati o uscissero con campagne inefficaci o si affidassero ad identità di brand incoerenti.
Non sono mai entrato a gamba tesa e men che meno ho svenduto la mia creatività. Ho cercato di capire quanto fossero effettivamente soddisfatti della loro comunicazione, quanto fossero soddisfatti del rapporto con la loro agenzia e quanto invece accarezzassero la voglia di cambiare o si sentissero trascurati. Dopo di che ho valutato se propormi o meno – un filo diverso dal trucchetto ti rifaccio il logo gratis o ti regalo la creatività della campagna, ecc..
Purtroppo ora il modus operandi è spesso quello di offrire gratis e subito qualche cosa – qualsiasi cosa – nella speranza di portare a casa la fetta grossa. E questo mi fa incazzare!
Io la vedo così:
Creativi!? Gente strana, ma anche noi abbiamo un onore… da qualche parte.

Ti faccio i miei complimenti perchè finalmente hai sollevato un problema che oggi è all’ordine del giorno!!!!
Sono una creativa che con passione fà questo da circa 20 anni, e ti assicuro di queste furberie ne ho viste a valanga, ma alla fine danneggiano solo e sempre il cliente.
Come dice un detto popolare delle mie parti:…falli bollire nel proprio brodo!!!
Sono convinta di questo, perchè mi è capitato dovermi confrontare con furbetti che sul piatto della trattativa mettono solo e sempre “a gratis” e come ben sai solo il cliente può decidere, infatti in primo tempo io non insisto, poi il cliente si accorge di aver fatto una stupidaine, perchè il brand o la campagna “a gratis” non gli ha portato nessun risultato…. e sai che fà??? TORNA e li io mi diverto senza colpi bassi e mantenendo alta la mia professionalità a difesa di chi ama questo lavoro e di chi non usufruisce di trucchi banali e incongruenti.
Detto ciò mi rendo conto che può sembrare facile, ma non lo è! Tutto questo è dettato da tanta esperienza “in trincea”, ma la mia preoccupazione è diretta ai giovani creativi che vogliono intraprendere questo lavoro ricco e sempre diverso, perchè è da prendere seriamente in considerazione il rischio di mancanza di stimoli dovuto anche dal fatto che oggi internet ti offre tutto, subito e a poco prezzo da rivendere al cliente senza il minimo sforzo!!!!
Ciao e continua a scrivere i tuoi interessantissimi articoli!!
Grazie Donatella.